
La rece:
DAVID MURPHY 911 Nel peggiore dei casi n. 1, novembre 2008 Panini Comics sogg/scenegg: Roberto Recchioni - disegni: Matteo Cremona
Quando ho avuto tra le mani il primo DM911 (autografato dal quel bell'ometto del Cremona) mi sono detto: "qui il Rrobe si gioca una bella fetta di credibilità! O la và o la spacca....".
E me lo sono letto tutto d'un fiato questo vademecum dei film d'azione americani, perchè è impossibile sfuggire al suo ironico magnetismo dopo che ne hai letto un paio di pagine.
Partiamo dalla storia:
bel soggetto, con uno spunto originalissimo immerso in stereotipi (felici) e citazioni colte (qualcuna pure meno grazie a dio). Il protagonista sembrerebbe il solito gran figo supereroe capace di salvare il mondo con una scoreggia, ma i flashback ottimamente inseriti ce lo mostrano vulnerabile, sfigatello e molto, ma molto american man. Ecco l'archetipo cinematografico da cui il Rrobe assorbe, un consueto (sto David Murphy ricorda tutti i film simil DayHard/Armageddon/Tispiezzoindue e nessuno in realtà) personaggio che si fa amare senza possibilità di scampo.
Sceneggiatura: cacchiarola ragazzi, Recchioni sa cosa vuol dire il ritmo e con poche chiacchiere e molti fatti ti immerge in una sequela di colpi di scena che grondano fascino e al tempo stesso non risultano esagerati. Perchè? Perchè nel suo caso il troppo non stroppia, tutto appare motivato e credibile nella sua incredibilità e il buon David Murphy può solo prenderci per mano e condurci nel suo inferno personale.
L'america fitta di contraddizioni sottili ma evidente che sa illustrare lo sceneggiatore è reale e inquietante, e i 4 numeri di questa "prima stagione" (perchè ce ne sarà una seconda, vero?) rischiano di mostrarci l'altro lato della medaglia, la patria dell'antieroe vero, quello suo malgrado, che rinuncia agli onori ma non può evitare (anche se lo farebbe volentieri) gli oneri, una nazione stelle e striscia dove tutto è possibile, pure che un aereo si fermi a due centimetri da una montagna durante un atterraggio di fortuna.
Disegni:
Matteo Cremona superstar, come sa sottrarsi lui alla gabbia bonelliana senza perdere di leggibilità non riesce nessuno. Tratto essenziale, pochi fronzoli ma molta espressività, perchè le fattezze dei personaggi trasudano emozioni che si comunicano efficacemente. Disegni in perfetto accordo con la sceneggiatura, frenetici, avvincenti e originali nella loro precisione. Sto Cremona farà strada, ci punto un centone.
E ora il voto, mi mantengo basso perchè voglio valutare la serie nella sua completezza, ma un 7 1/2 non glielo toglie nessuno!

2 commenti:
Bella recensione. Complimenti per il blog... :D
ciao, ma non hai fatto altri post???
A me manca l'ultimo numero della miniserie, peccato che va un po' in calando perché il n.1 è stato davvero notevole.
Però nel complesso è un bel lavoro, originale, nel suo pescare nei clichè (che, chi ha visto tanta tv, come me, riconosce!)
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